E-E-A-T: perché Google premia chi sa davvero di cosa parla
Google non legge solo le parole di una pagina, cerca di capire chi c'è dietro e se sa davvero di cosa parla.
Dietro la sigla E-E-A-T ci sono quattro idee: esperienza diretta, competenza, autorevolezza e affidabilità. Non sono un punteggio nascosto, ma un modo di descrivere cosa distingue una fonte seria da una raccogliticcia. Su temi delicati, come salute, soldi o sicurezza, contano ancora di più.
Come si dimostra nella pratica
Si mostra chi scrive e con quale esperienza, si citano fonti vere, si tiene aggiornato il contenuto, si dice chiaramente chi è l'azienda e come contattarla. Una pagina anonima, senza volto e senza recapiti, parte svantaggiata. Una che racconta un caso vissuto, con dettagli concreti, trasmette competenza senza doverla proclamare.
Vale anche per le AI che oggi riassumono il web: citano volentieri chi appare affidabile e trasparente, e ignorano chi sembra un contenitore vuoto di parole chiave.
Come lo facciamo noi: costruiamo pagine che mettono in chiaro chi sei, cosa sai fare e perché fidarsi, con contenuti curati e una struttura che trasmette competenza a Google e alle persone.