Retargeting: ricordarsi di te senza inseguirti ovunque
Guardi un paio di scarpe una volta, e per due settimane quelle stesse scarpe ti seguono ovunque, in ogni sito, in ogni app. È il retargeting fatto male, ed è più fastidio che vendita.
L'idea di per sé non è sbagliata: ricordare a chi ha visitato il tuo sito che esisti può aiutare, perché molte persone si distraggono e basta un promemoria. Il problema è la misura. Inseguire qualcuno all'infinito, con la stessa pubblicità martellante, non convince: irrita, e a volte allontana chi era interessato.
Come farlo senza diventare molesti
Un limite chiaro alla frequenza, così la stessa persona non vede il tuo annuncio venti volte al giorno. Un messaggio che aggiunge qualcosa, non solo lo stesso prodotto ripetuto. Una durata ragionevole, non settimane infinite. E il rispetto delle scelte sulla privacy, senza trucchi. Ricordarsi con garbo funziona; perseguitare, no.
La pubblicità migliore è quella che non fa sentire braccati, ma pensare "ah giusto, ci stavo pensando".
Come lo facciamo noi: impostiamo un retargeting misurato e rispettoso, che ricorda la tua esistenza senza infastidire le persone.